30.07.2010 00:06:20
http://it.haworth-europe.de/it/news/2007/07-07-30_penelope_plia_.php

Plia e Penelope - Simboli del Design Italiano e un successo commerciale che dura da oltre 40 anni
Quest'anno è l'anniversario di due dei prodotti storici di Haworth: la seduta attesa Penelope, che negli ultimi 25 anni ha rappresentato un punto di riferimento nella progettazione dello spazio ufficio, e Plia, la seduta pieghevole che ancora affascina gli appassionati del design grazie al suo originale snodo, fulcro in cui convergono i meccanismi di rotazione delle diverse parti della seduta.
Negli anni '80, quando l'ufficio ormai stava diventando una parte integrante della vita delle persone, i designer cominciarono a creare sedute di maggiori qualità ergonomiche e più adeguate alle necessità del corpo umano.
Charles Pollock, rinomato designer, allora progettò per Castelli una delle prime vere sedute attesa. Nel 1982 il designer sorprese il pubblico con un design un design rivoluzionario, tecnico e formale: un basamento a slitta in filo d'acciaio sostiene un sedile permeabile all'aria che consiste in una rete di filo d'acciaio rivestita da resina sintetica. L'effetto elastico del basamento è sottolineato da un tubo integrale in poliuretano che funge da ammortizzatore. I rivestimenti dei braccioli costituiti dallo stesso materiale offrono un ulteriore comfort.
Con Penelope, Pollock ha tradotto in realtà una nuova forma di sedile. Ecco perché questo intramontabile classico gode ancora di fama nel mondo dell'odierno design.
Ma ancora prima della nascita di Penelope, Castelli (oggi Haworth) ottenne un successo straordinario con Plia, la seduta pieghevole che segnò il passo verso una nuova fase del design: alla fine dei "mitici" anni '60 Giancarlo Piretti era un giovane e brillante Designer (anche, se in quell'epoca, questo termine sarebbe suonato alquanto insolito anche per gli stessi addetti ai lavori...) che lavorava al Centro Ricerca e Sviluppo della Castelli in un'area che l'Azienda aveva destinato eclusivamente alla ricerca e ai prototipi. Una sorta di Stanza delle Meraviglie insomma, a cui Giancarlo Piretti era libero di accedere a qualsiasi ora del giorno. Giancarlo Piretti racconta che "...Io mi ero fissato nella ricerca dell'applicazione dell'alluminio nelle sedute e visto che il Presidente mi dimostrava una grande disponibilità iniziai a sviluppare le possibili soluzioni...".
In quel tempo peraltro Piretti insegnava anche all'Accademia di Belle Arti di Bologna e da questa esperienza ricavava suggestioni e idee che immetteva in Azienda e, in particolare, la possibilità di "contaminazione trasversale" (oggi diremmo) tra l'arredo professionale e quello destinato al mercato domestico.
E Piretti in quell'atmosfera di grande entusiasmo e sperimentazione che caratterizzava quell'epoca disegnò, sviluppò e produsse un oggetto che poteva racchiudere in sé tutte quelle componenti di ricerca, adattabilità e leggera bellezza che il mercato richiedeva. Piretti disegnò quindi una seduta che ricavava il sedile e lo schienale da un foglio di "plastica" trasparente per poi fissarli alla struttura della sedia.
Una struttura che grazie a tubi di acciaio molto sottili e, soprattutto, al meccanismo di apertura molto piccolo e morbido nel movimento (il famosissimo "snodo" della Plia, tutt'ora ineguagliato per capacità anticipatoria e raffinatezza del disegno..) conferiva alla sedia un aspetto di grande pulizia e rigore formale.
I vertici dell'Azienda intuirono subito le potenzialità commerciali di questo prodotto tanto da attribuire alla seduta un prezzo di vendita proprio del mercato domestico.
Plia venne quindi presentata al Salone del Mobile di Milano del Settembre ‘del 1970 e il successo fu letteralmente travolgente specie perché a decretarlo non furono gli "addetti ai lavori" (che anzi vennero decisamente spiazzati dall'innovazione di Plia..) ma i protagonisti di quel mondo che fa dell'innovazione e della ricerca il proprio core-business: Il Mondo della Moda. Infatti fu proprio Mila Schön a fare il primo ordine di Plia per i propri negozi (circa 800 pezzi).
Ad oggi sono circa 6 i milioni di Plia che sono stati venduti in tutto il Mondo e anche per questo, sulla base di un successo che il Mercato ha fissato, la Plia non è solo un prodotto simbolo di quelli che hanno fatto reso famoso il marchio Castelli ma, soprattutto, un pezzo di Storia del Design Mondiale.



